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Toti Amato: “Autonomi ma uniti per fare squadra a presidio di una sanità equa e sostenibile”

Verso una sanità digitale

In uno scenario inarrestabile di profonda trasformazione del Servizio sanitario nazionale, gli Ordini dei medici, come organi sussidiari dello Stato, saranno impegnati nella sfida di una sanità digitale capace di coniugare la progettualità necessaria pensata per un graduale ritorno alla normalità post covid.

In tale processo di cambiamento gli ordini dovranno essere protagonisti e sentinelle perché anche in Sicilia si realizzi un sistema sanitario pubblico sostenibile e flessibile, al pari di altre regioni virtuose, riprogettando l’intera rete dei servizi e investendo in tecnologia grazie all’opportunità dei fondi del Pnrr. Ma perché ciò accada, è necessario attivare anche un processo di qualificazione dell’istituzione ordinistica come guida privilegiata delle scelte future del cittadino-paziente e come fonte di riflessione responsabile per i media, i professionisti della sanità e il governo della Regione.

Sapere comunicare e informare fa la differenza tra percezione e fatti

L’emergenza sanitaria ha mostrato tutta la debolezza comunicativa della scienza che ha portato ad un corto circuito con la politica e il Paese, insegnandoci prepotentemente che comunicazione e informazione corrette fanno la differenza tra la percezione e i fatti. Solo se coerenti e univoche possono essere uno sprone forte ed efficace per le istituzioni pubbliche, i medici e la popolazione.

Oggi non mancano certo le tecnologie, e potenzialmente neppure le risorse. Ma per gestire un cambiamento così radicale, che si dirige verso una nuova salute digitale, serve innanzitutto una vera consapevolezza sull’importanza delle interconnessioni e della multidisciplinarietà delle cure.

Si tratta di una trasformazione culturale che investe mondo medico, istituzioni e cittadini.

In questo contesto, gli Omceo sono i primi ad essere chiamati alla costruzione di un processo informativo e comunicativo capace di orientare non solo i pazienti ma anche lo sviluppo degli aspetti organizzativi del Sistema sanitario regionale e nazionale per migliorarne i servizi assistenziali.

Abbandoniamo in nostri “silos” per fare squadra

Siamo convinti che solo abbandonando ciascuno il proprio silos per fare squadra con una visione strategica condivisa si possono raggiungere gli obiettivi prefissati, pur mantenendo la nostra autonomia di ordini provinciali. L’obiettivo è una grande rete virtuosa di proposte e informazioni che vadano nella stessa direzione: il presidio dell’equità del sistema salute, restituzione della centralità ai bisogni di cura della persona e alla professione medica, sostenibilità sociale ed economica del Ssr.

Il neonato osservatorio è il nostro primo passo operativo per analizzare con un approccio scientifico le maggiori criticità della sanità siciliana, che possono non coincidere con quelle delle governance che nel tempo si avvicenderanno. Dai risultati stabiliremo le priorità su cui intervenire. Sicilia medica sarà lo strumento per darne voce.

Sicilia Medica

Tivù

Parola

d’impresa

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