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Long Covid ed extra long covid: un fenomeno complesso e persistente

mercoledì 29 Giugno - 2022 | di Omceo Catania | Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Catania, Salute

Il long Covid per molti può trasformarsi in Extra Long. A dimostrarlo è uno studio dell’Università di Pechino pubblicato su Lancet Respiratory Medicine. Sono stati esaminati 1192 pazienti che avevano contratto il Covid a Wuhan tra il 7 gennaio e il 29 maggio 2020, durante la prima ondata della pandemia. I pazienti sono stati sottoposti a periodici controlli medici, strumentali e a questionari. I dati sono stati confrontati con quelli di 3383 persone che non avevano contratto il Covid. Dopo 6 mesi dalla guarigione, il 68% dei pazienti manifestava uno o più sintomi del Long Covid: stanchezza, affanno, confusione mentale. Dopo 2 anni dalla guarigione, ben il 55% dei partecipanti aveva ancora problemi di salute, correlati all’infezione. I sintomi riferiti più comunemente erano affaticamento e astenia muscolare (31%) e disturbi del sonno (31%). I problemi respiratori e la dispnea sono stati rilevati nel 26% dopo 6 mesi dall’infezione e nel 14% dopo 2 anni. Coloro che avevano ancora sintomi dopo 2 anni dimostravano un livello di qualità della vita inferiore, una peggiore capacità di resistenza allo sforzo fisico, maggiori problemi di salute mentale, soprattutto con ansia e depressione e ricorrevano più frequentemente all’assistenza sanitaria. Fra i disturbi più frequentemente segnalati artralgie, palpitazioni, vertigini, cefalea, dolori a varia localizzazione, malessere generale. Chi aveva avuto bisogno di supporto respiratorio di livello superiore (ossigeno, supporto respiratorio meccanico, terapia intensiva) dimostrava molto più frequentemente i sintomi da Long Covid. Queste condizioni sono state confermate anche da un recentissimo Studio condotto da Autori italiani dell’Università di Firenze. Hanno evidenziato che le persone con forme più gravi, soprattutto quelle che hanno richiesto l’uso di farmaci immunosoppressori come Tolicizumab, hanno manifestato una frequenza 6 volte superiore di Long Covid. Chi ha ricevuto ossigeno ad alto flusso ha avuto problemi da Long Covid, con una frequenza superiore del 40%. Le donne hanno riferito sintomatologia con una frequenza doppia rispetto agli uomini.

Uno studio invece pubblicato su Nature Medicine ha dimostrato che un adulto su 8 presenta ancora importanti effetti clinici anche mesi dopo la dimissione dall’ospedale: miocarditi, anomalie persistenti dell’imaging cardiaco, polmonare e renale, nonché anomalie elettrocardiografiche. Persistente si è dimostrata l’attivazione dei parametri della via emostatica, in particolare di Fattore VIII e di NT-proBNP. Analoghe persistenze di coagulazione anomala sono state evidenziate, nel corso di Long Covid, da Autori dell’University College di Londra, in uno studio pubblicato su Blood Advances. Questi hanno anche dimostrato che i pazienti con livelli elevati di marcatori della coagulazione hanno quattro volte più probabilità di soffrire di dispnea da sforzo.

I sintomi del Long Covid interessano circa 4 bambini su 10 sotto i 14 anni guariti dal Sars-CoV-2, durano almeno un paio mesi e spesso riguardano disturbi gastrointestinali o difficoltà a concentrarsi.

A studiarli in modo approfondito, il più ampio studio condotto finora in materia e pubblicato sulla rivista ‘The Lancet Child & Adolescent Health’.

I ricercatori del Copenhagen University Hospital hanno incluso nello studio bambini tra 0 e 14 anni che avevano avuto un tampone positivo tra il 1 gennaio 2020 e il 12 luglio 2021 e un gruppo di controllo. Hanno quindi somministrato alle famiglie un questionario con domande sui 23 sintomi tipici del long Covid. Le risposte ottenute da 10.997 casi confermati e 33.016 che non avevano mai avuto la malattia evidenziano che gli under 14 del primo gruppo avevano maggiori probabilità di manifestare disturbi a lungo termine e in media sono durati per più di 2 mesi. In particolare, tra 0 e 3 anni, il 40% di chi aveva avuto Covid ha manifestato sintomi, a fronte del 27% di chi non lo aveva avuto, e i disturbi più frequenti sono stati sbalzi d’umore, eruzioni cutanee e mal di stomaco. Nella fascia 4-11 anni sono stati il 38% rispetto al 34% e hanno riportato soprattutto sbalzi d’umore, difficoltà a concentrarsi, eruzioni cutanee. Mentre, fra i 12-14enni, aveva avuto sintomi il 46% di chi aveva avuto il Covid e il 41% del gruppo controllo e, in questo caso, si è trattato per lo più di affaticamento, sbalzi d’umore e difficoltà a concentrarsi.

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