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Gusto, Olfatto e Long Covid: nascono due ambulatori dedicati a Palermo e Catania, il commento del presidente Igo La Mantia

Sin dai primi accenni di Covid perdere il gusto e l’olfatto sono stati i sintomi esplicativi dell’infezione. La perdita dell’olfatto senza rinorrea o congestione nasale significa che il Coronavirus attacca i chemocettori degli organi di senso. Questi sintomi, che non si esauriscono con l’infezione da Sars-cov-2, creano un forte disagio nei pazienti guariti. Il fenomeno del Long Covid ormai è infatti all’ordine del giorno, con le sue diverse problematiche, tra cui la depressione che, se non presa in tempo, può condurre anche alla morte.

Da queste considerazioni nasce l’esigenza di trattare il sintomo a cui hanno pensato il Policlinico “Giaccone” di Palermo e il Policlinico “Rodolico” di Catania, che hanno costituito nei reparti di “Otorinolaringoiatria” degli ambulatori Long Covid dedicati.

La necessità era quella di attivare un modo per poter rispondere alle esigenze dei pazienti che avevano ancora disturbi dell’olfatto nonostante fossero guariti dal Covid – afferma il presidente dell’Omceo di Catania Igo La Mantia –  Il virus ha rappresentato una tragedia mondiale, ma ha condotto i medici a prestare maggiore attenzione verso alcune tematiche che in precedenza forse erano state sottovalutate. L’olfatto era considerato “la cenerentola” dei sensi, nonostante l’importanza della sensibilità olfattiva per la vita di ognuno di noi. In molti casi, infatti, tra i pazienti era stato comprovato uno scadimento della vita socio-relazionale. Inoltre, si pensi ai danni che il disturbo arreca a professionisti che operano attraverso l’olfatto, come chef o profumieri. L’alterazione di tale sensibilità può essere spesso critica, arrecando problematiche di notevole importanza, dunque abbiamo deciso di aderire ai protocolli internazionali, provenienti dalla Germania“.

Per quanto riguarda l’ambulatorio: “Abbiamo attivato un Ambulatorio a Catania dove è possibile produrre una corretta valutazione del problema, attraverso test olfattometrici che ci aiutano a capire quanto incida il disturbo sui pazienti. La cura prevede riabilitazione olfattiva – cioè stimolazione continua con essenze che devono stimolare i recettori per risvegliare la sensibilità – e farmaci. È necessario sviluppare una nuova idea: l’olfatto è importante. Come spieghiamo al paziente, il gusto è una sensibilità in bianco e nero, mentre l’olfatto è una sensibilità a colori perché attraverso questo senso si arricchisce l’aroma e la sensibilità gustativa. Insomma, vogliamo far crescere una nuova presa di coscienza sull’importanza della sensibilità olfattiva“, conclude il presidente.

 

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