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Cavalli adibiti al trasporto per turisti: va avanti la questione ‘Gnuri sì, ‘Gnuri no

mercoledì 29 Giugno - 2022 | di Ludovica Lazzaro | Medicina veterinaria

Nel mese di agosto 2021, a seguito di sollecitazioni della cittadinanza, l’Ordine dei Medici Veterinari di Palermo presentava istanza all’Asp di Palermo, all’IZS Sicilia ed al Comune di Palermo per costituire un tavolo tecnico al fine di individuare linee guida volte a garantire il benessere degli equidi adibiti al trasporto urbano, soprattutto in considerazione delle alte temperature estive.

La questione ‘Gnuri sì, ‘Gnuri no va avanti da diversi anni e se da un lato trova i sostenitori dell’abolizione totale che riducono la folkloristica pratica ad un servizio crudele ed anacronistico, dall’altro c’è chi cerca di mediare affermando che, con le giuste regole, il giro in calesse per i turisti debba essere mantenuto sostanzialmente per due ragioni: da un lato per garantire il lavoro dei 27 conducenti con licenza che altrimenti rimarrebbero di punto in bianco senza lavoro; dall’altro la ragione poggia sulla base che i cavalli utilizzati sono perlopiù animali a fine carriera destinati al macello, ai quali è stata data una seconda vita.

La questione va avanti sì, ma più tra il popolo che in Parlamento. A Montecitorio infatti negli ultimi anni si sono susseguiti emendamenti su emendamenti, mai andati in porto, a volte al fine di modificare il decreto legislativo 146/2001, che detta norme generali a tutela degli animali negli allevamenti, inserendo una norma ad hoc per gli equidi adibiti a trasporto per turisti; altre con l’intento di far votare l’abolizione della pratica degli ‘Gnuri dal Codice della
Strada.

Il silenzio normativo è assordante e si è fatto sentire specialmente negli ultimi tempi, nei quali, tra cavalli stramazzati a terra ed altri visti in fuga terrorizzati per il centro storico palermitano, l’opinione pubblica è apparsa inorridita. Infatti ancora oggi per la garanzia del diritto specifico alla salute dei cavalli da traino si è costretti a fare riferimento al “Codice per la Tutela e la Gestione degli Equidi” emanato dal Ministero della Salute, il quale tuttavia si limita a fissare i parametri essenziali per una corretta gestione degli equidi in locali di stabulazione, dove la temperatura non dovrebbe superare i 35 gradi.

Gli unici strumenti utili al momento sono solo le ordinanze comunali che possono sopperire al gap normativo esistente, contraendo i limiti imposti dalla legislazione nazionale. Il 3 agosto 2021 con l’Ordinanza Sindacale n. 134 il Prof. Leoluca Orlando, sulla scia della normativa lacunosa nazionale, dava il via a dei limiti più specifici: divieto di circolazione con temperature al di sopra dei 35 gradi, pausa di circolazione nelle ore di punta e durata lavorativa massima di 8 ore.

I paraocchi però lasciamoli ai cavalli: durante i periodi estivi, nei quali il termometro supera i 35°, gli equidi del centro storico palermitano sono costretti a lavorare in situazioni estenuanti, nelle quali esiste il rischio che si superi il limite delle 8 ore lavorative al giorno, è dunque lampante che i vincoli imposti dalla normativa nazionale non siano sufficienti a salvaguardare la salute dell’animale, in quanto le condizioni di stress variano in base a diversi fattori.

Il tavolo tecnico ha prodotto un documento che è stato sottoposto al Comune di Palermo per le successive determinazioni e per la predisposizione di un’ordinanza. Gli esperti hanno, tuttavia, sottolineato che non può essere definito un intervallo di temperatura standard idoneo a delimitare la zona di comfort termico in quanto lo stesso varia in considerazione di disparate componenti soggettive, come età, razza, peso ed umidità relativa dunque va da sé che risulterebbe arduo e generalizzante stabilire un limite massimo in gradi centigradi che assicuri il benessere dell’animale durante il traino.

Dall’incontro avvenuto gli esperti hanno inoltre evidenziato come le pubblicazioni scientifiche a supporto fossero esigue e non adeguate al fine di poter definire delle linee guida basate su evidenze scientifiche, pertanto si è deciso di intraprendere uno studio sperimentale unitamente all’Università di Messina, finalizzato al campionamento ematico dei cavalli adibiti al trasporto da comparare con i cavalli adibiti ad attività sportiva agonistica dell’ippodromo.

Siamo arrivati al secondo ciclo di campionamenti dei 3 cicli previsti, l’ultimo verrà effettuato a luglio” dichiara il Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Palermo, Dott. Luigi Zumbo: “Gli emocromi vengono lavorati e refertati a Palermo per evitare che i campioni si deteriorino, gli altri parametri invece vengono lavorati dall’Università di Messina. I risultati saranno disponibili al termine delle prove.  Nelle more è fondamentale che il tavolo tecnico sottoponga al nuovo Consiglio Comunale le proposte per l’emanazione di un regolamento comunale fondato su solide basi scientifiche, coerente con le norme per il benessere animale e che sappia valorizzare l’identità culturale della città”.

Come in tutti gli studi scientifici vi è un in inizio ed una fine, l’interesse è quello di fornire dati certi e verificabili fondati su più cicli di campionamento che verranno valutati statisticamente”, risponde alla nostra intervista la Dott.ssa Laura Perillo, referente dell’ASP di Palermo, UOC SIAPZ, e continua. “I risultati ottenuti sicuramente apporteranno un contributo significativo alle conoscenze sugli adattamenti e modifiche dei principali parametri fisiologici coinvolti per il tipo di sforzo fisico sopportato dai cavalli da traino, poiché la letteratura specifica riporta pochissime informazioni a riguardo. La Sicilia infatti, con l’operato dell’Ordine dei Veterinari di Palermo, dell’ASP di Palermo, l’IZS di Palermo e l’Università di Messina, sarà l’apripista di un progetto innovativo che stilerà delle linee guida di valore internazionale a salvaguardia degli equidi.”

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